C’era una voglia mondiale

Se sei tra coloro che si ritrovano spesso davanti alla TV a tarda ora, accompagnando la visione di certi documentari naturalistici ad uno strano movimento sussultorio del braccio, devi conoscerla. E se invece fai una vita meravigliosa senza un cazzo da fare se non copulare come un bonobo devi conoscerla lo stesso! Si chiama Giglian (non Gillian, attenzione) ed è una delle eroine degli spettacoli interattivi legati alle chat line, di nuova concezione, di cui gli onesti pipparoli possono fruire da qualche tempo.

Prefazione: anche le chat, in questi tempi concorrenziali, si sono rinnovate: al posto dei gloriosi filmati di stratettone struscianti anni ’70 mandati in loop con le sovraimpressioni (che hanno allenato gli avambracci della mia generazione), molte tv private mandano degli spettacoli pseudo-interattivi dove una ragazza, dotata di microfono, invita lo spettatore a chiamare in (presunta) diretta; ed è questo che fa la nostra Giglian.
La ventunenne scioghèrl di Monselice (PD) passa le proprie nottate a ravanarsi le pudenda su La9, intrattenendo con brio eccezionale e una dizione sopraffina i falegnami della notte. E mentre progressivamente il suo vestiario si riduce alla pelle (quella di serie) la nostra eroina si prodiga ad erogare il suo inturgidente servizio: risponde in diretta agli untuosi vegliardi che la incitano con voce sibilante a snudare il proprio corredo erogeno, sottovoce per non svegliare la moglie dormiente; racconta acute storie piccanti pregne di vera tecnica narrativa (vedasi filmato); alletta i raspatori notturni a chiamare il mortifero 899 per parlarle in privato.

Esilaranti le sue performances di intrattenitrice (non sfigurerebbe al mercato ortofrutticolo) e le chiamate dei suoi ammiratori telefonici che, pur rivelando un palese accento dell’entroterra padovano, si dichiarano tutti guarda caso residenti a Milano o Bologna, timorosi dello sputtanamento da parte dei paesani. Da non perdere! Esiste persino un sito, che non riporto, che vende le sue foto in rete.. a 2,50 € l’una, e i suoi film, nel caso a qualcuno l’accento padovano accenda qualche cosa nelle mutande..

Aggiungi al carrello: Boeing 707

Ovvero: come acquinstare on line un quadrimotore da 220 posti
Chi non è capitato almeno una volta su ebay ed è stato tentato dall’acquisto di un oggetto introvabile o dall’offerta irripetibile? Su ebay si trova veramente di tutto, dall’hardware allo strumento musicale, materiale di ogni genere e tipo, spesso e volentieri oggetti che non superano la dimensione e valore di un auto o di un’imbarcazione. Ma c’è un mercato che và oltre, ebbene si, on line potete collezionare i velivoli per la vostra piccola compagnia aerea o per il vostro piccolo esercito, e volendo lo potreste anche armare.
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Dopo essermi messo alla ricerca incuriosito dal possibile valore commerciale di warbird come lo spitfire mi sono trovato davanti ad offerte pazzesche, insomma perchè perdere tempo con un velivolo della seconda guerra mondiale quando posso aggiungere al carello un moderno caccia supersonico come il Mirage F1? :) (Nella foto l’esemplare, per chi fosse interessato).
mirage1.jpgLa domanda sorge spontanea: “Ma quanto farà con un litro? E le revisioni le avrà fatte tutte?” Scorro la pagina e mi trovo davanti all’offerta di un T33 un addestratore degli anni 50/60′, vabbè 100.000€ per un velivolo del 1953, praticamente una cinquecento.

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A questo punto penso.. “dunque…il caccia c’è..l’addestratore anche.. mm manca l’aerocisterna… poi il miniesercito dell’aria è fatto..e con raggio d’azione bello ampio..” Bè ma che problema c’è, basta acquistare un Boeing 707 versione cargo, anche qui si può scegliere per anno di fabbricazione, però qui per il prezzo bisonga chiedere.. così come per un bel Lockheed L1011 del 1974, è il TriStar! Quasi introvabile ormai. Meglio buttarsi sul motore a pistoni, e anche qui le offerte non mancano, anzi ci sono anche interessanti pachetti ne cito uno: “compra la replica dello Yak3 e ti diamo un treno di gomme” Che!?! Un treno di gomme? Comunque niente da fare il motore non è originale. Invece al modico prezzo di 69Kilo euro ci si aggiudica uno Yak50, non male è un ottimo aereo acrobatico…non più costoso di un fuoristrada BMW..anzi forse è più economico, con la fantasia sto già aggiungendo al carrello quando vengo attratto da un bellissimo piper club, piccolo monomotore precursore dei più moderni Piper, stupendo.

La mia navigazione shopping naturalmente si conclude con un nulla di fatto, eh..già.. troppe offerte limitate, preferisco non divulagare gli indirizzi dei siti visitati…non si sà mai.
Ad ogni modo meglio tornare ad acquisti più modici su ebay. :)

Ok GO!

Ricalcando le varie interpretazioni amatoriali che ormai affollano gli archivi di YouTube, gli Ok Go si esibiscono una perfetta coreografia su tapirulan per il video di “Here It Goes Again”

Piccoli Bolscevichi Blu

Grande PuffoApprofittando della dubbia fortuna di avere l’influenza, mi sono messo quest’oggi a rovistare la rete alla ricerca di gadget anni ’80, il meraviglioso decennio al gusto di apocalisse termonucleare che mi diede i natali.. e durante la fruttuosa ricerca mi sono imbattuto in una delle sigle de “i puffi”, cartone animato che ho scoperto essere datato 1965 ma che in italia ha avuto il suo boom proprio nel suddetto periodo.
Ascoltando la voce di Cristina D’Avena sono stato colto dal nirvana e in preda al delirio ho formulato un ipotesi che minuto dopo minuto mi pare sempre meno idiota: e cioè che I puffi sono comunisti. E in effetti. fermandosi un attimo a pensare, non si può negare che il numero di analogie tra la società dei puffi e il sistema comunista sia impressionante.

  • I puffi sono tutti uguali. Tutti hanno gli stessi lineamenti, vestono allo stesso modo (calzoncini e cappello bianchi, quasi una tuta da operaio) vivono in abitazioni identiche (le case-fungo) possiedono le stesse cose e hanno praticamente gli stessi bisogni e le stesse necessità.
  • Ciascun puffo si distingue dagli altri solo per il ruolo produttivo a ciascuno di loro assegnato, rigorosamente preceduto dal suffisso “puffo“, una sorta di parafrasi del “compagno” di stampo sovietico: Come tra i membri del partito comunista, anche i puffi tra loro si chiamano compagni!!
  • Tutti vivono all’interno di un villaggio che è anche sede delle loro attività lavorative (una sorta di kolchoz), diretto dall’ onnipresente e onniscente Grande Puffo, che ha la barba lunga ed è vestito di rosso; infallibile, è sempre alla testa di ogni iniziativa decide delle politiche produttive di tutti i puffi.
  • Il villaggio-kolchoz soviet-puffoso segue, economicamente parlando, i principi del socialismo reale; Il raccolto di pufbacche che sfama i puffi, indipendentemente dalla diseguaglianza dell’apporto di ogni singolo puffo, viene suddiviso in parti eguali. Non esistono attività produttive esterne al villaggio.
  • Puffo Brontolone incarna la figura del dissidente. Opponendosi al volere del supremo soviet puffo mette nei guai l’intero villaggio, e per questo viene scansato e deriso da tutti.
  • Gargamella, il morboso vecchio vestito di nero nemico di ogni puffo, è la raffigurazione del capitalismo; veste una tonaca nera tutta toppe, e possiede oltre a tratti fortemente semitici la proverbiale preconcetta sete di denaro di ogni ebreo. Il suo obbiettivo è infatti quello di tramutare i puffi in oro.

Riassumendo: Il Grande Puffo Stalin, padre della patria puffa, guida con pugno d’acciaio i suoi puffi lavoratori incurante dell’idisponente Puffo “Lev Trotsky” Brontolone, meditando il pogrom nei confronti di gargamella; E così a Puffograd la vita scorre felice tra le simpatiche adunate di piazza e i discorsi del grande padre; Il tutto condito dalla prosperità di un sistema che rigetta la proprietà privata, sia riguardo alle pufbacche che alle grazie dell’unica donna del villaggio (unica almeno fisiologicamente: c’è un puffo diverso, vanitoso, che la aiuterebbe ad espletare l’alto compito molto volentieri).
Sarà vero?

La Scimmia Hippie

Una femmina bonobo intenta in attività salutariL’essere definitivo. la più mirabile opra del creato. Per certi versi l’essere che più si avvicina all’uomo, anche se a parer mio gli è fatalmente superiore; l’ho scoperto casualmente, dato che l’oscurantismo che domina la società mai e poi mai ci mostrerà le sue gesta in televisione.. perlomeno non in fascia protetta.
Il Bonobo (pan paniscus) è una scimmia antropomorfa che vive, in natura, sulla riva sud del fiume Congo. Molto simile al comune scimpanzè, col quale condivide il 90% del patrimonio genetico, si distingue da questo per le labbra rosse e per la scriminatura centrale dei peli sul capo. Beh, non solo per questo.
Si dà il caso che il suddetto animale sia l’unico essere in natura, oltre all’uomo, ad usare il sesso a fini non solo riproduttivi ma anche sociali e ricreativi. Quando all’interno di un gruppo di bonobo sorge una disputa questi, invece di riempirsi di mazzate come trogloditi al pari di tutti gli altri animali (gran parte degli uomini inclusi) risolvono copulando, e senza andare troppo per il sottile: la scelta del partner è determinata non dal sesso dello stesso o dalle gerarchie di branco, bensì dal momento e dall’occasione. Ciò rende la società bonobo simile ad una comune hippie di scimmie bisessuali col rossetto che passano il loro tempo a copulare senza ritegno, gioiosamente ignari del sesso del partner e degli ammonimenti del cardinale Ruini. Non solo: studiando il bonobo si è scoperto che possiamo ritenere questa specie la progenitrice di tutte le groupies, in quanto unica specie oltre all’homo sapiens a praticare il sesso orale.

La quantità abnorme di rapporti sessuali sostenuti da queste splendide creature fa del bonobo la scimmia più prolifica di tutte: nonostante ciò è a grave rischio di estinzione, un po’ per via del della distruzione del suo habitat e un po’ a causa dei suoi nemici naturali, (leopardi, tigri, alte gerarchie ecclesiastiche, poliziotti). A questo scopo invito ognuno di voi a sensibilizzarsi verso questo tema, e aiutare questa specie a salvarsi.
Impariamo dalla natura.

Cool, Fashion, Chillout

Da tempo ormai la televisione e le riviste di moda, simboli di una civiltà che merita solo la distruzione totale mediante palle di fuoco, ci descrivono attraverso orge di immagini i modelli di comportamento e i gusti che tutti dovremmo seguire per essere veramente COOL. Capita spesso di assistervi: sul video scorrono uomini e donne abbigliati come perfetti deficienti ma incapaci di usare correttamente i tempi verbali, mentre l’entusiasta telegiornalista di turno, frenando a stento l’eiaculazione, commenta il tutto con la solita inutile carrellata di termini esterofili. Ed è qui che vado a parare. Tra i suddetti termini ve ne sono alcuni strettamente connessi tra loro, su cui volevo (a beneficio di amici, parenti e vari ed eventuali lettori) fare chiarezza. Che diavolo è un Lounge Bar? E che porcoculo significa Chillout?

  • Lounge significa letteralmente soggiorno: perciò potrei aspettarmi un bar con dei divani. E infatti sfogliando una patinata rivista TRENDY scopro che la suddetta tipologia di locale è caratterizzata dall’atmosfera rilassante, creata mediante l’utilizzo di arredamenti, illuminazione e musica accuratamente selezionati allo scopo. Quindi una moderna rivisitazione del vecchio Night Club aggiornata ai tempi in cui viviamo.
  • La Lounge Music è diretta espressione dell’ambiente da cui proviene: gli aeroporti. Gli onanisti della classificazione, che al mondo si moltiplicano invece di schiattare, le hanno attribuito una vagonata di nomi esoterici dal significato equivalente (Ambient, Acid Jazz, Chillout) ma sempre della stessa minestra si tratta.
    E’ una musica volutamente asettica e priva di qualsiasi spessore perchè nasce per essere sentita ma non ascoltata: Altro non è che una riedizione originale (e moooooolto COOL) della musica da filodiffusione che sentiamo in aeroporto o negli ascensori degli alberghi. Non a caso il pioniere di questo genere, Brian Eno, uscì con un disco intitolato Music for Airports.

Vado col pensiero al prossimo fighetto che, nascondendo con l’occhiale Gucci la lacrima d’emozione, uscirà dalla Ricordi con una copia del Buddha Bar o del fottutissimo Cafè del Mar.. 18 Euro ben spesi, se andavi al motel agip sulla tangenziale le tue boiate lounge te le ascoltavi gratis.

Illusioni ottiche

Un video visto su QOOB, ovvero: quando il digitale terrestre serve a qualcosa. Dimenticavo, il video in questione è quello di Golden Cage dei The Whitest Boy Alive. Il brano è.. come dire, vagamente LOUNGE, parola che generalmente tende a farmi spavento..

Nell’intenzione non so perchè mi ricorda un po’ Cafè Del Mar, ma con un sapore ovviamente meno fighetto.. detto tra noi, odio cafè del mar. Ci sarebbe da disquisire per ore su termini come lounge o chill out.. e forse lo farò. ma non ora.

Buona visione

Pitakkora Suicchi

Un omaggio più che dovuto a quel fantastico programma TV che era “The Incredible Machine”. Imperdibile.

Quanti di voi adesso stanno ossessivamente canticchiando la canzoncina?

Nuvole

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E fu la luce

Perchè? Perchè imbarcarmi in un’avventura mediatica dall’ampio respiro editoriale (ma si, crediamoci, che costa) con un provato fotografo/aviatore che già in altre occasioni avevo definito un Saint-Exupèry fotografo, un tantino meno scrittore ma altrettanto ricognitore aereo? Perchè trascurare il mio personalissimo blog, che pure aveva superato la soglia incredibile delle 2 visite al giorno? Perchè invece non impiegare i miei talenti in agricoltura? Tutti questiti importanti, a cui spero che il tempo e una massa sempre crescente (anche se ho i miei dubbi) di aficionados mi aiuti a dare risposta.

Per ora mi limito a seguire questo progettino, nato da un interminabile e problematico brainstorming (“Ti va di fare un blog con me?” “Si.”) terminato al nascere di volontà coincidenti (“Io scrivo e tu fotografi, al limite ci scambiamo?” “Ok.”). Il blog si prefissa come unico scopo di… non lo so ancora. Ma qualcosa ne verrà fuori!


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Ipse Dixit

"Le belle parole servono solo a mascherare il nulla"

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